Aria sana in territorio sano
Il peggioramento della qualità dell’aria in città e la crescente necessità della popolazione di sottrarsi all’esposizione da inquinamento determina una crescente domanda di aria pulita, sia per la residenza che per la vacanza e la rigenerazione della salute mentale, fisica, spirituale.
Il sottosviluppo di aree interne isolate e in cui la industrializzazione non ne ha segnato il territorio costituisce un decremento economico ma anche un valore ambientale, che determina un’offerta di aria pulita che oggi va a colmare quella crescente domanda.
Domanda ed offerta però non riescono ad incontrarsi se non tramite azioni specifiche di informazione, incentivazione, creazione di rete, premialità e supporto al turismo sostenibile e rispettoso dell’ambiente naturale.
Bisogna evitare che gli impatti del turismo incontrollato e non integrato con azioni di protezione della salute umana respiratoria facciano perdere, anche temporaneamente, quei valori di aria di qualità per cui sono preziose (es traffico nei centri urbani minori nei periodi di afflusso turistico, iniziative con mezzi motorizzati nella natura ecc).
Il progetto riconosce nei principi del “Turismo sostenibile” (dichiarazione di Montréal, 1996) una via per lo sviluppo ecocompatibile delle attività terziarie locali in ambiti di particolare valore naturale, in linea coi principi di conservazione della Biodiversità espressi nella Convenzione sulla biodiversità (Roma, 2000).
I Borghi del Respiro, sono piccoli centri abitati situati in zone di buona o ottima qualità dell’aria. Salubrità ambientale, sviluppo e turismo sostenibili e vivibilità del borgo, con una particolare attenzione alla salute e al benessere respiratorio di cittadini ed ospiti, specialmente di soggetti disabili o sensibili, sono gli ingredienti della ricetta del Patto per il Respiro che le comunità locali firmano all’atto dell’adesione all’Associazione.
Valorizzare la vitalità e la vivibilità dei piccoli Comuni di aree collinari o montane scarsamente popolate, in cui siano rispettati gli standard normativi per i principali inquinanti atmosferici, contribuisce alla tutela della salute umana e della vegetazione, secondo i principi dello Sviluppo Sostenibile definiti con particolare riguardo alla tutela della salute respiratoria.
Tutti questi aspetti possono costituire un volano economico per i Comuni aderenti ai Borghi del Respiro.
L’Associazione Nazionale Borghi del Respiro è stata fondata il 20 maggio 2020ed ha sede all’Aquila.
Promuove e gestisce la tutela ambientale, lo sviluppo e il turismo sostenibile nei distretti di conservazione dell’aria di qualità per il benessere respiratorio umano, individuati sulla base del D.Lgs 155/2010 in attuazione del Piano europeo Aria Pulita COM (2013) 918. Ad essa aderiscono Borghi di diverse regioni d’Italia ed è aperta a tutti i Comuni che ogni anno vogliano candidarsi a sottoscrivere il PATTO DEL RESPIRO.
Il Comitato Scientifico dell’Associazione esamina annualmente le candidature e ne certifica la validazione.
E’ composto da membri appartenenti al CREA – Consiglio per la Ricerca in agricoltura e l’Analisi dell’Economia Agraria (in corso di rinnovo), al Dipartimento MESVA dell’Università deglI Studi dell’Aquila, all’ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale e dai rappresentanti di UNPLI – Unione Nazionale Pro Loco d’Italia – ISTO, AIPO-ITS Associazione Italiana Pneumologi, Associazione Italiana Pazienti BPCO Onlus, SITAB– Società Italiana di Tabaccologia.
Finalità del progetto
A) Dal punto di vista della biodiversità, e delle politiche territoriali, il progetto si prefigge di tutelare la natura, i boschi, le emergenze naturalistiche dei luoghi, dal consumo di suolo e dagli impatti industriali.
B) Dal punto di vista sanitario, il progetto si prefigge di fornire un supporto scientifico di supervisione al fine di indirizzare le scelte locali ai fini del benessere respiratorio.
C) Dal punto di vista economico-turistico, il progetto si prefigge, con una opportuna progettazione turistica sanitaria, di offrire nuove destinazioni per la crescente domanda del cittadino di spazi salutari sia dal punto di vista fisico che mentale, spirituale. Il progetto intende creare nuove destinazioni turistiche per le vacanze salutari (turismo a scopo sanitario) per il refrigerio dell’apparato respiratorio che beneficia di soggiorni in aree pulite (ad es. pacchetti di soggiorno di 15 giorni) per “purificarsi” dal lungo periodo trascorso a contatto con elementi inquinanti ambientali o infezioni o ambienti malsani.
D) Dal punto di vista sportivo-ricreativo, si prefigge di stimolare nell’intorno di tali aree i cittadini abitanti, alla riscoperta del salutare contatto con l’ambiente naturale e offrire aree e percorsi nella natura salutari e ben attrezzati, accessibili e dotati di confort di sicurezza, per svolgere attività fisica all’aria aperta, sempre da preferire all’attività in palestre indoor dal punto di vista dell’aria respirata e dell’inquinamento chimico e biologico (problematica emersa anche di recente in particolare per prevenire le infezioni virali).
E) Per lo sviluppo locale, si prefigge di creare una via per le attività economiche locali e stimolarle ad autosostenere il progetto affinché crei sviluppo locale: ospitalità e recettività, ristorazione, attività sportive, scolastiche, didattica, educazione, artigianato, prodotti innovativi e quant’altro.
Valorizzazione del territorio
Il Concetto progettuale che sta alla base della rete nazionale dei Borghi del Respiro è quello di valorizzare l’ambiente nei piccoli comuni di aree di alto valore di qualità dell’aria, individuate nella zonizzazione nazionale ai sensi del D. Lgs. 151/2010, indirizzando e rilanciando il turismo sostenibile ai fini della salute umana, con particolare riguardo a quella respiratoria.
Le aree all’interno delle quali individuare tali azioni sono definite in base:
- Alla zonizzazione del territorio nazionale prevista dal piano di qualità dell’aria Europeo.
- Alla depressione post-sisma di comuni o del cratere sismico del centro Italia 2016 o dell’Umbria
1997 o aree coinvolte con impatto turistico negativo dal sisma.
La zonizzazione e classificazione del territorio sulla base dei rilevamenti effettuati nella qualità dell’aria è prevista dal D. Lgs 155 del 13 agosto 2010, ART 3 e 4 in ottemperanza alla direttiva 2008/50/CE e al piano europeo per un’aria più pulita. A differenza dell’approccio del D. Lgs 351/1999 (zonizzazione basata sullo stato di qualità), nel D. Lgs. 155/2010 si basa sulle cause generanti inquinamento sul territorio e sulla loro gestione (Ispra Ambiente, 2014).
Sulla base di tale Decreto, l’intero territorio nazionale è suddiviso in zone e agglomerati ai fini della valutazione e gestione della qualità dell’aria ambiente e alle singole Regioni è demandato il compito di completare la zonizzazione. Vengono individuati gli agglomerati (aree urbane ed extra urbane) tenendo conto anche dei confini amministrativi, del carico emissivo, delle caratteristiche orografiche e meteo- climatiche, il grado di urbanizzazione del territorio e della salute umana. Sulla base di queste procedure già avviate, gli ambiti di particolare protezione e rigenerazione della qualità dell’aria possono essere quelli ricadenti nelle aree collinari e montane. Le Regioni che hanno attivato la zonizzazione sono le seguenti:
Regione Umbria, Delibera n 488 del 16/05/2011 – Zonizzazione e classificazione del territorio regionale e progetto di modifica della rete regionale di monitoraggio della qualità dell’aria – Adempimenti
Regione Abruzzo, Delibera di Giunta Regionale n. 861/c del 13/08/2007 e con Delibera di Consiglio Regionale n. 79/4 del 25/09/2007 e pubblicato sul B.U.R.A. Speciale n. 98 del 05/12/2007
Regione Lazio, Delibera di Giunta Regionale n. 313 del 18/05/2018, Deliberazione del Consiglio Regionale 10 dicembre 2009, n.66: “Approvazione del Piano di risanamento della qualità dell’aria”; D.G.R. n. 217 del 18 maggio 2012 “Nuova zonizzazione del territorio regionale e classificazione delle zone e agglomerati ai fini della valutazione della qualità dell’aria ambiente in attuazione dell’art. 3, dei commi 1 e 2 dell’art. 4 e dei commi 2 e 5 dell’art. 8, del D.lgs. 155/2010.
Scopo del progetto è di individuare in mappa, all’interno degli ambiti di mantenimento attivo della qualità dell’aria, i Comuni in cui effettuare un’azione di INCENTIVAZIONE di buone pratiche ambientali, per garantire alla società la preservazione da sviluppi industriali e di cementificazione incontrollati, preservare l’uso del suolo agricolo e naturale, sostenere attività economiche non impattanti su ambiente e biodiversità, compreso il TURISMO SOSTENIBILE con attività di tutela e promozione, specificatamente indirizzate ai fini del BENESSERE RESPIRATORIO.
Le aree previste potrebbero andare ad integrare il Piano Regionale per la Qualità dell’Aria tra i distretti/ambiti naturali di protezione e rigenerazione della qualità dell’aria, (una sorta di “Riserve di aria buona”).
Tali distretti diventano anche ambiti per lo sviluppo di turismo sostenibile sanitario a beneficio respiratorio.
Tutte le aree di progetto, individuate nella fase di start up dell’Associaizione sono state coinvolte in sismi (1997, 2016) perchè colpite da una crisi di spopolamento e perdita di turismo, e necessitano di una ripresa economica basata non su attività industriali o di agricoltura intensiva ma di servizi coniugati nel campo ambientale, sanitario e turistico. Esse sono state caratterizzate da un calo demografico del 3-5% in seguito agli eventi sismici (dati ISTAT 2011- 2018) e presentano una bassa densità abitativa in un contesto ambientale naturalistico di elevata qualità , protetto o meno in parchi o riserve naturali.
In un gradiente altitudinale, dai Comuni più elevati dell’Appennino localizzati nella provincia de L’Aquila (Rocca di Cambio segna 1433 m di altitudine col record nazionale), si offrono al “turista sensibile” (per il bacino di utenza a cui si rivolge il progetto) diverse situazioni altitudinali, per assecondare le diverse richieste che possono venire in merito a patologie che richiedono determinati limiti altitudinali.
Bacini di utenza interessati
Il progetto si rivolge al bacino di utenza di gruppi di popolazione così caratterizzati:
Fasce sensibili di popolazione come previsto dall’Art. 11 del D. Lgs. 155/2010: anziani, bambini, turisti, sportivi, cittadini di aree urbane ad alta densità di inquinamento
Malati cronici, malati cronici respiratori con problematiche specifiche di asma, BPCO, allergie, persone convalescenti da polmoniti che necessitano di “sanatori naturali”, malati allergici in generale, persone con problematiche di sensibilizzazione a sostanze chimiche
Per richiedere informazioni maggiormente dettagliate inviare una e-mail a: info@borghidelrespiro.it.